SENZA MCDONALD’S NON ESISTEREBBE SLOW FOOD. CARLIN PETRINI, IL PAPA, IL RE E IL JET DI AGNELLI: LA VITA CONTROCORRENTE DEL GASTRONOMO RIBELLE

Carlin Petrini, 76 anni, racconta la sua storia al Corriere della Sera con la pacatezza di chi ha attraversato mezzo secolo di battaglie culturali senza mai perdere il gusto delle contraddizioni. Fondatore di Slow Food, presidente dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, non credente amico di un Papa e repubblicano legato a un Re, Petrini rivendica un percorso fuori dagli schemi. "Senza McDonald’s non ci sarebbe stato Slow Food", dice senza provocazione: l’omologazione del cibo globale è stata la scintilla che ha acceso la difesa delle identità gastronomiche locali.

Figlio di operai, avviato a forza verso la fabbrica, fallisce come perito meccanico ma trova la sua strada tra radio libere, impegno politico e cooperazione alimentare. Slow Food nasce così, dal basso, e cresce fino a diventare un movimento globale. Nel frattempo Petrini stringe legami inattesi. Con papa Francesco, conosciuto dopo l’uscita a Lampedusa del 2013, nasce un’amicizia fatta di lettere, risate e piatti spediti a Santa Marta: tajarin, agnolotti del plin, cucinati per migliaia di persone. "Era un uomo di pietas, profondamente dalla parte degli ultimi", ricorda.

Poi c’è Re Carlo d’Inghilterra, incontrato a Terra Madre e diventato un alleato silenzioso di Slow Food nel Regno Unito. Un’amicizia fuori protocollo, suggellata da incontri privati e abbracci imprevisti, anche davanti al presidente Mattarella. "Conta più l’abbraccio delle parole", dice Petrini.

Nel suo racconto convivono impegno ambientale e realismo: la sovranità alimentare non è uno slogan, ma il diritto delle comunità a decidere cosa produrre e mangiare. Sugli insetti e sulla carne coltivata non chiude porte, ma invita a una soluzione semplice: mangiare meno e meglio. E non rinnega neppure il jet privato dell’Avvocato Agnelli, usato una volta per non deludere duemila persone che lo aspettavano a Londra.

Il suo orgoglio più grande resta Pollenzo: quasi cinquemila studenti da 110 Paesi, un modello studiato persino da Harvard e, ora, un corso gratuito per migranti destinati alla ristorazione. "Nessuno vuole più fare certi lavori", osserva. Petrini guarda avanti senza retorica: "Spero solo di aver messo basi solide perché il lavoro continui". Una vita intera spesa a dimostrare che il cambiamento può partire anche da un piatto.

2025-12-13T09:15:33Z